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COMPENDIO
ITALIANO-ESPERANTO
DI TERMINI RELIGIOSI

A cura di Armando Zecchin

Su progetto e iniziativa di padre Giacinto Jacobitti

UECI

PRESENTAZIONE

“Sono stati scelti più di 4000 vocaboli, che si riferiscono alla religione, alla vita e storia della Chiesa, con la sua liturgia, insegnamento, attività, arte, architettura ecc. Sono stati aggiunti altri termini o locuzioni che non si trovano facilmente negli attuali dizionari Italiano-Esperanto; ma sono stati evitati neologismi, che per lo più si riducono solo ai titoli di Istituti Religiosi”. Così è detto nella prefazione che Giacinto Jacobitti premise al suo dattiloscritto “vocabolarietto”.

Se questo era l’intento di Jacobitti, ora proprio questo viene modificato perché ai 4000 vocaboli ne sono stati aggiunti quasi il triplo che, tra voci e sottovoci e diversi usi del termine, con le amplificazioni e precisazioni e inevitabili neologismi, raggiunge la impensata cifra di 15.000. Per questo ci si è serviti dei comuni vocabolari, specialmente di quello italiano-esperanto del prof. Carlo Minnaja, eccellente anche per quanto riguarda la registrazione di termini concernenti la religione.

Raramente viene definito il significato del termine (e forse solo per questo Giacinto Jacobitti, mancato il 28 gennaio 2001, ha chiamato il suo dizionarietto soltanto ”lavoro di pazienza” (e noi aggiungiamo di “molteplice competenza”). Alcune voci appariranno, e giustamente, sorpassate o preconciliari, ma il dizionario deve servire anche per “passare all’esperanto” testi della nostra recente cultura.

Ora i vocaboli, con le espressioni commentative, sono triplicati sia perché Jacobitti ha preparato un lavoro “aperto” sia perché le mode e gli interessi creano nuovi concetti con nuove parole o ne rendono attuali altre che sembravano estinte; sia perché si è esteso lo sguardo anche a termini prevalentemente della morale, sia perché, infine, come il lettore non mancherà di rilevare, il Compendio si è trasformato anche in occasionale sussidiario di dottrina cristiana/cattolica (fine non certo escluso dal Jacobitti, ma non evidenziato), specialmente quando il termine evoca punti caldi dell’attuale annuncio cristiano. Strada facendo, infatti, lungo questo crinale il Compendio si è trasformato anche in un piccolo vademecum di pensiero e di morale cristiana.

Forse in avvenire converrà aggiungere alle voci registrate anche le rispettive definizioni, come in alcuni passaggi si è cercato di fare già ora sia con aggiunte sia con nuove voci, secondo la sentita personale importanza del compilatore e suoi “invocati” suggeritori. E questo anche perché, a volte i vocabolari generali, anche in esperanto, tralasciano i termini religiosi sia per la loro tecnicità sia per la loro apparente poca importanza.

Accanto ai termini propriamente “religiosi”, sono stati affiancati, specie nelle aggiunte definitorie, termini riguardanti la morale sia cristiana sia comune. E qui bisognò mettere un freno, sebbene non a caso, perché è forse impossibile trovare una situazione esistenziale che possa non confrontarsi con la religione, o una attività umana che legittimamente si sottragga al giudizio morale, e quindi non entri anche nella sfera religiosa. Il lettore, certamente, troverà che la “religiosità” di alcuni termini non è visibile a prima vista; ma constaterà anche che gli “apparentemente poco pertinenti con la religione” sono sempre sul punto di passare la sponda.

Piacque, per comune consenso, che al posto di “dizionarietto”, usato dallo Jacobitti, si ricorresse, forse più generico ma alludente a un più vasto elenco di termini e concetti certamente rintracciabili in vocabolari e enciclopedie e nei meandri del nostro linguaggio, di “Compendio Italiano-Esperanto di Termini Religiosi”.

Preveniamo un rilievo critico: come intuibile, i termini “religiosi” per erare nel discorso necessitano e trascinano con sé buona parte del lessico e alla fine avvolgono un po’ tutto di un alone religioso: qual è il confine tra religioso e non-relgioso? Il Compendio, a volte, ha ritenuto che questa distinzione fosse difficile e non ha sentito il bisogno di rspettarla.

L’utente dovrà - inoltre - essere indulgente verso una carattersistica che, forse, è un pregio: spesso il vovabolo si fa pretesto per introdurre elementi del credo e della cultura cristiana-cattolica. Si chiede venia soltanto per non avere potuto farlo più ampiamente!

Non mancherà - è auspicabile - qualcuno che vedrà nel Compendio un lavoro valido e meritorio. Avrebbe potuto esserlo maggiormente se al compito fossero acceduti anche Ueciani che fanno della lingua un competente e brillante esercizio ora speso in altri campi di non inferiore rispetto.

Ci si potrebbe, infine, chiedere: il vocabolario deve registrare la lingua parlata o la lingua della migliore correttezza linguistica? Senza fare scelte, qui si è seguito piuttosto “il letto e l’udito”!

Ha riletto i testi maestro Giuseppe Quaranta.
Torino. Gennaio 2006 Armando Zecchin
Nasce a Torino quest’opera Compendio Italiano-Esperanto di Termini Religiosi concepita a Roma negli anni ’80 col modesto titolo di “Dizionarietto religioso italiano-esperanto” nella modestissima veste editoriale di foglietti ciclostilati raccolti in cartella. Tanto fortemente desiderata e amorosamente curata da P. Giacinto O.P. è stata cresciuta, irrobustita e maturata con capacità professionale dal Prof. Armando Zecchin1. Il mondo esperantista cattolico italiano ne sentiva il bisogno e ne avvertiva il vuoto.

Esso può meritatamente essere messo accanto al Biblia Vortaro (1984), al Meslibro (1995) e ad Adoru (2001), la monumentale raccolta ecumenica di canti e preghiere ad opera dell’IKUE e del KELI. Sono queste opere quattro pietre miliari che segnano il cammino e danno forza e prestigio al riconoscimento ufficiale dell’IKUE (1992) da parte del Pontificio Consiglio per i Laici. Esse ispirano fiducia nel movimento stesso e parlano della sua serietà e del suo impegno culturale ai fratelli italiani che purtroppo ancora stanno alla finestra. 

L’IKUE/UECI con questo “Compendio” affondano sempre più saldamente le loro radici nella compagine esperantista mondiale e diventano promotori nella Chiesa di un futuro linguistico più equo e rispettoso dei Diritti e della Dignità della Persona. Il mondo ecclesiale non esperantista ne avvertirà la fecondità e la Chiesa nel solco della sua storia lo custodirà, ce lo auguriamo vivamente, come un seme che darà abbondanti frutti sotto l’azione dello Spirito Santo, artefice e conduttore anche dello strumento linguistico più idoneo nei secoli per i popoli e le culture che compongono il ricco e prezioso mosaico dell’unica Chiesa di Cristo.

Rimini, 05. 06. 11 Sac. Duilio Magnani2

Giunto alla fine del mio compito di “releganto kaj lingvkontrolanto”, cedo al desiderio di esprimere plauso ed elogio per questo atteso e non solo paziente lavoro.

Che l’Esperanto sia perfettamente adatto anche ad accogliere e rendere il linguaggio religioso cristiano è ormai dimostrato dalle nostre riviste, dai nostri congressi, da lavori originali in esperanto, da innumerevoli traduzioni all’Esperanto di testi cattolici liturgici o storici; ora ce lo conferma egregiamente anche questo “Compendio italiano-esperanto di termini religiosi”. Esso può bene affiancarsi ad analoghi lavori di altri gruppi nazionali e diventare modello per le future iniziative.

Noto che il prof. Armando Zecchin spesso non tralascia di inoltrarsi anche nei settori propri della teologia, campo che speriamo venga affrontato nel futuro da UECI-anoj delle nuove generazioni. Mi complimento anche per quelle rapide definizioni e precisazioni del senso cattolico evocato dal relativo termine.

Anche attraverso questo “Compendio” si dimostra come nella vita associativa dell’IKUE-UECI, l’Esperanto possa e debba rifiorire in ogni campo della cultura cristiano-cattolica e farsi veicolo del pensiero cristiano presso tutto il mondo esperantista, come del resto viene affermato e incoraggiato e altamente apprezzato anche dal recente decreto di riconoscimento, da parte del Pontificio Consiglio Per i Laici, dell’Unione lnternazionale Cattolica Esperantista (I.K.U.E.) come associazione internazionale privata di fedeli, di diritto pontificio con personalità giuridica.

Un vocabolario di per sé è un’opera aperta, cioè pronta a ricevere complementi e miglioramenti. Non dispiaccia se altri, dopo questa apprezzata fatica, si metteranno su questa strada meritoria davanti a Dio e agli esperantisti.

Serio Boschin3 


Abbreviazioni = Mallongigoj


a.

aggettivo

adjektivo

(arch)

Architettura

arkitekturo

(avv)

avverbio

adverbo

(cat)

cattolico

katoliko

(dir)

diritto

juro

(fig)

senso figurato

figura signifo

(fil)

filosofia

Filozofio

(lit)

liturgia

Liturgio

(lat)

latino

Latino

(mor)

morale

Moralo

(med)

Medicina

Medicino

(np)

nome di persona

persona nomo

NT

Nuovo Testamento

NT (Nova Testamento)

(prot)

protestante

protestanto

(r)

rito

rito

(rel)

persone con voti

religiuloj (votreligiuloj)

s.

Sostantivo

substantivo

S. s. Sta

san, sant’, santo

sankta, sanktulo

(sp)

senso proprio

propra senco

(SS) (ss)

Sacra Scrittura

Sanktaj Skriboj

(st.e)

storia ecclesiastica

eklezia historio

(t)

teologia

teologio

v.

rimando.

resendo

VT

Veccho Testamento

MT (Malnova Testamento)

N.B. Il termine “religioso, riferito a persona con voti religiosi, viene tradotto con religiulo (rel) o votreligiulo soltanto perché in occidente ne viene facilmente compreso il significato.

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Komputile kompostis, elĉerpis klarigojn kaj aldonaĵojn kaj enpaĝigis Armando Zecchin. Kunlaboris, kvankam forfuĝe, dum kontrolaj etapoj, multaj kies nomoj aperas tie ĉi sen samtempe ne silenti pri iliaj fojaj netute valorigitaj konsiloj: Duilio Magnani, Battista Cadei, Silvia Garnero; detaleme kaj definitive instruistino Lucia Cattaneo kaj d.ro Serio Boschin. Aparte oni danku Piero Ottaviano de la Torina Didaskaleion, kiu reviziis la nociojn mapli fluge tuŝantajn teologion.




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  • Biblia Vortaro
  • Abbreviazioni = Mallongigoj a.
  • (avv) avverbio adverbo (cat)
  • (fig) senso figurato figura signifo (fil)
  • (lat) latino Latino (mor)
  • (np) nome di persona persona nomo NT
  • S. s. Sta san, sant’, santo sankta, sanktulo (sp)
  • Sanktaj Skriboj (st.e)

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